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18/05/2012
Swap Party, domenica 20 maggio, nelle sale del Tcafè.
Dalle ore 15.30, LET'S SWAP & ENJOY!!!
15/05/2012
Mostra personale di Claudio Cesari, "l'amor che move il sole e l'altre stelle".
Nelle sale del Tcafè dal 18 maggio al 3 giugno.
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Archivio news
16/02/2012
Dal 2 al 18 marzo, nelle sale del Tcafè, "L'altro paesaggio" mostra personale dell'artista parmigiano Giampaolo Terenziani.
"Tra tutte le forme d’arte quella che probabilmente ha più bisogno di riconciliarsi con il proprio tempo è la pittura. Chi, come accadde poco dopo la metà del secolo scorso, ne decretò la fine, addirittura la morte, ritengo abbia poi dovuto ricredersi. Questo perché, antica, moderna o contemporanea che sia, tutt’ora necessita di quello stretto legame simbiotico che governa il rapporto creatore - creatura. Un figlio amato non si sentirà mai abbandonato; è questo il motore che la muove! Come una fede che nel suo quotidiano pulsare non ha nemmeno bisogno di un credo. Nello specifico, nell’opera, posso affermare che ogni singolo pezzo, da un prodotto, nasce e cresce respirando tempi e condizioni diverse tra loro. Non c’è serialità tranne quella di un figurativo e di un astratto fusi in una stessa scena, tranne l’uso del colore e della luce che rincorrendosi danno origine a piani prospettici appiattiti. A chi lo osserva viene richiesto uno sforzo interpretativo che richiama lo spettatore all’antica pratica dell’attenzione, uno sport oggi poco in voga! L’intenzione è cercare di raffigurare un “tempo sospeso” che ti permette il lusso di fermarti a pensare, a contemplare ciò che ci circonda, che non fornisca supporto all’odierno diktat imposto dalla velocità. Uno sguardo rivolto a un recente passato non ancora del tutto metabolizzato, il 900, non a caso definito “il secolo breve” per la sua principale caratteristica, quella di fagocitare tutto! È vero, l’arte raccoglie in se i più svariati stimoli, le provocazioni più estreme, ma vero è anche che nella produzione e nella certificazione di sterili estetismi contravviene, a mio parere, ad una delle sue funzioni forse più nobili: la capacità e lo spessore critico che argina la produzione di un oblio a sua volta funzionale, per un mercato fasullo e drogato, gestito da intellettuali mediatici, da tendenze indotte e spettacolarizzate. Già, a capacità critica dell’arte di porsi in prima linea, con convinzione, per sottrarre il primato a logiche di mercato che minano un sincero intento che non pretende nessun risultato oggettivo, tranne quello, attraverso la ricerca, di dare corpo ad un sogno con le caratteristiche di una vita intensamente vissuta. Grazie per l’attenzione, un saluto Giampaolo Trenziani."
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